
SORELLE LAZZARETTI
Due sorelle, un sogno e un amore che non se n'è mai andato
Ci sono momenti nella vita che ci cambiano per sempre. Alcuni ci riempiono di gioia. Altri ci insegnano a essere forti quando mai avremmo immaginato di doverlo essere.
Mi chiamo Giulia, ho 60 anni, e insieme a mia sorella Chiara, di 45, vogliamo condividere con te qualcosa che va molto oltre i vestiti. Vogliamo raccontarti perché è nata Sorelle Lazzaretti.
L'uomo che ci ha insegnato a sognare
Fin da piccole, Chiara e io abbiamo avuto la fortuna di crescere accanto a un uomo straordinario: nostro nonno.
Era molto più di nostro nonno. Era la nostra guida, il nostro esempio, e quell'abbraccio al quale potevamo sempre tornare quando qualcosa andava storto.
Ci ha educate con valori che portiamo ancora nel cuore: l'onestà, il rispetto, l'umiltà e l'importanza di lavorare per ciò in cui crediamo.
Abbiamo sempre ammirato il suo spirito imprenditoriale. Lo vedevamo faticare, rialzarsi dopo ogni difficoltà e andare avanti con un sorriso. E sognavamo di seguire i suoi passi.
Volevamo costruire qualcosa di nostro. Qualcosa che avesse senso. Qualcosa che un giorno ci facesse sentire orgogliose come lo eravamo di lui.
Settembre 2018. Il giorno in cui tutto è cambiato
Ci sono notizie che dividono la tua vita in un prima e un dopo.
A nostro nonno fu diagnosticata una malattia che non ci diede il tempo di nulla.
I nostri progetti smisero di contare. Non pensavamo più a intraprendere, al futuro, a tutti quei sogni di cui tanto avevamo parlato. Volevamo solo una cosa: un po' più di tempo con lui.
Passammo quei mesi al suo fianco, cercando di essere forti, anche se dentro ci stavamo spezzando.
Finché arrivò settembre. E nostro nonno ci lasciò.
Non si è mai pronte a dire addio a qualcuno che è stato una parte così importante della tua vita. Con lui sentimmo che se ne andava anche una parte di noi.
Per un po', Chiara e io mettemmo i nostri sogni da parte. La vita continua, come fa sempre. C'erano responsabilità, lavoro, famiglia, impegni... Ma qualcosa dentro di noi era cambiato.
E senza accorgercene, smettemmo anche di prenderci cura di noi stesse.
Una domanda che ha cambiato tutto
Ricordo soprattutto una domenica, durante un pranzo a casa di nostra madre.
Portavo da settimane lo stesso cardigan grigio. Non era bello né speciale. Ma era comodo. E, sinceramente, avevo smesso di preoccuparmi di come apparivo.
Mia sorella Chiara mi osservò per qualche secondo e mi chiese:
— Giulia, da quando ti vesti così?
Risi e le risposi:
— Sto comoda, Chiara. E poi alla nostra età non serve più farsi notare.
Lei mi guardò con quella sincerità che hanno solo le sorelle. E mi disse:
— Giulia, tu non eri così.
Quelle quattro parole mi rimasero addosso tutto il pomeriggio.
Quella sera aprii il mio armadio. Guardai i miei vestiti e capii qualcosa che mi fece male riconoscere. Avevo passato così tanto tempo a occuparmi di tutto e di tutti che avevo smesso di scegliere me stessa.
Non mi vestivo più per sentirmi bella. Mi vestivo per non complicarmi. Per non spiccare. Per non sembrare né troppo giovane, né troppo elegante, né troppo niente.
E pensai a quante donne starebbero provando esattamente la stessa cosa. Donne che hanno cresciuto figli, accudito genitori, mandato avanti famiglie. Donne che hanno lavorato tutta la vita. Donne che hanno sofferto perdite, che hanno dovuto ricominciare e che, nonostante tutto, vanno avanti ogni mattina.
In che momento abbiamo iniziato a credere che, compiendo anni, dobbiamo smettere di sentirci belle?
Due sorelle. Due corpi. Lo stesso problema
Il sabato successivo, Chiara e io decidemmo di fare shopping insieme. Come facevamo da giovani.
Volevamo ritrovare quell'emozione di provarci qualcosa di nuovo e guardarci allo specchio con un sorriso. Ma presto incontrammo un problema.
Io ho i fianchi morbidi e una figura con curve. Chiara è più minuta. Due corpi completamente diversi. Eppure uscivamo dai camerini con la stessa frustrazione.
Alcuni capi sembravano disegnati per donne molto più giovani. Altri ci facevano sentire più vecchie di quello che eravamo.
Un vestito mi stava bene in vita, ma mi stringeva sui fianchi. Un altro stava benissimo a Chiara, ma a me non si addiceva.
E quando trovavamo qualcosa di comodo, molte volte dovevamo rinunciare a sentirci eleganti.
Ci guardammo e scoppiammo a ridere. Perché, dopo tanti anni, avevamo ancora lo stesso problema.
E allora capimmo qualcosa: non avevamo bisogno di cambiare i nostri corpi per trovare vestiti belli. Avevamo bisogno di trovare vestiti che rispettassero i nostri corpi.
Il sogno che nostro nonno ci aveva lasciato
Quel pomeriggio tornammo a parlare del nostro vecchio desiderio di intraprendere. Ricordammo il nonno. I suoi consigli. Il suo modo di credere in noi anche quando noi stesse dubitavamo.
E per la prima volta da tanto tempo, sentimmo che tornavamo a entusiasmarci per qualcosa.
Non potevamo riportarlo indietro. Ma potevamo onorare tutto ciò che ci aveva insegnato.
Potevamo costruire qualcosa insieme. Qualcosa che portasse i nostri valori, la nostra storia e il nostro affetto. E, soprattutto, qualcosa che potesse aiutare altre donne a ritrovare quell'entusiasmo che noi stesse avevamo perso per un po'.
Così è nata Sorelle Lazzaretti.
Non come una semplice idea di vendere vestiti. Ma come il sogno di due sorelle che decisero di ricominciare.
La nostra promessa a ogni donna
Fin dall'inizio avevamo una cosa molto chiara. Non volevamo offrire capi solo perché erano di moda.
Volevamo scegliere vestiti che noi stesse ci sentissimo felici di indossare. Capi che accompagnassero i nostri corpi senza stringerli. Tessuti piacevoli. Tagli che valorizzano.
Vestiti con cui uscire a cena, passeggiare per Milano, prendere un caffè con un'amica o goderci un pranzo in famiglia sentendoci noi stesse.
E creammo una regola che è diventata il cuore della nostra selezione:
« Se non sta bene a tutte e due, non entra. »
Se un capo segna dove non vogliamo, non entra. Se risulta scomodo, non entra. Se ci obbliga a pensare a come ci sta per tutto il giorno, non entra.
Perché crediamo che la vera eleganza non consista nell'avere il corpo perfetto. Consiste nel sentirti bene con il corpo che hai oggi.
Non produciamo i nostri capi. Li selezioniamo pensando a donne come noi. Donne che non vogliono vestirsi come se avessero vent'anni. Ma che non sono nemmeno disposte a rinunciare alla loro femminilità, alla loro personalità o alla loro voglia di sentirsi speciali.
Questa storia può essere anche la tua
Forse anche tu hai dovuto mettere qualche sogno da parte.
Forse hai passato anni a occuparti di tutti e a dimenticarti un po' di te. Forse hai aperto il tuo armadio una mattina e hai sentito che niente ti rappresenta più.
Se ti sei mai sentita così, vogliamo dirti una cosa: non è mai troppo tardi per scegliere di nuovo te stessa.
Non importa se hai 40, 50, 60 anni o più. Non importa se il tuo corpo è cambiato. Non importa quante volte hai dovuto ricominciare.
Meriti ancora di guardarti allo specchio e sorridere. Meriti ancora di sentirti elegante, comoda e sicura. E meriti ancora di fare cose semplicemente perché ti rendono felice.
Con amore, per te. E in ricordo di lui
Oggi, quando pensiamo a Sorelle Lazzaretti, ricordiamo nostro nonno. Ricordiamo il suo sorriso, i suoi insegnamenti e quella fiducia che ha sempre riposto in noi.
Lui ci ha insegnato a sognare. E noi abbiamo trovato in questa boutique un modo per continuare a farlo.
Ci piace pensare che sarebbe orgoglioso di vederci insieme, costruendo qualcosa con il cuore.
E se la nostra piccola storia riuscisse a far sì che una sola donna torni a sentirsi bella, torni a sorridere davanti allo specchio o si incoraggi a recuperare un sogno dimenticato, ne sarà valsa la pena.
Perché non è mai troppo tardi per tornare a essere te stessa.
Grazie di accompagnarci. Grazie di far parte del nostro sogno. E grazie di permetterci di condividere con te un pezzetto della nostra storia.
Con tutto il nostro affetto,
Giulia e Chiara 🤎
Sorelle Lazzaretti — Se non sta bene a tutte e due, non entra.